Passerella geologica di Moosfluh

Benvenuti sulla passerella geologica!

 

Il grande ghiacciaio dell’Aletsch, il più imponente ed esteso delle Alpi, si sta rapidamente ritirando per effetto del cambiamento climatico. Il paesaggio muta e alcune zone vengono meno. La «passerella geologica di Moosfluh» consente di percorrere in tutta sicurezza questo territorio fragile, fornisce informazioni sui cambiamenti dinamici attraverso stazioni interattive e richiama l’attenzione sull’importanza del ghiacciaio dell’Aletsch, patrimonio UNESCO dell’umanità.

La «passerella geologica di Moosfluh» attraversa un ponte e alcuni ponticelli ed è facile da percorrere.
Lunghezza del percorso: ca. 500 m | Dislivello: ca. -30 m, + 30 m
Durata di percorrenza: ca. 1 h (incl. stazioni interattive)
Il sentiero si percorre a proprio rischio e pericolo; i genitori sono responsabili dei propri figli!

Le tracce del ghiacciaio nel paesaggio

 

L’imponente massa di ghiaccio del ghiacciaio dell’Aletsch scivola lenta ma inesorabile verso valle. Nel farlo schiaccia con forza le rocce sottostanti e le consuma, trascina con sé e davanti a sé blocchi rocciosi e da secoli modella il paesaggio che stai guardando. Nel 1860 lo strato di ghiaccio sotto il Moosfluh era quasi 400 metri più spesso di oggi. In quest’area la pressione sulla montagna era di circa 35 bar, equivalenti all’incirca a 350 tonnellate che premono su 1 m2, oppure a 70 elefanti seduti su questo totem informativo.

Guardati intorno e scopri le tracce del ghiacciaio dell’Aletsch! Nella foto si vedono molto bene le aree rocciose consumate e il grande smottamento sotto il punto panoramico Moosfluh.

Il margine del ghiacciaio nel 1860

Siediti e nella tua mente cerca di sovrapporre il paesaggio schizzato sul vetro davanti a te con il paesaggio reale! La linea evidenziata indica l’ultimo livello massimo raggiunto dal ghiacciaio dell’Aletsch nel 1860 – lo si riconosce bene anche a occhio nudo – la roccia erosa più chiara nella parte in basso si distingue nettamente rispetto alla zona scura più in alto ricoperta di vegetazione. Riesci a riconoscere la «linea storica del ghiacciaio»?

Ti ricordi di quanti metri era più spesso allora lo strato di ghiaccio (sotto la nostra posizione)?

Il sostegno della montagna si sta sciogliendo

 

È dalla metà del XIX secolo che si osserva una netta riduzione dei ghiacciai a livello mondiale, ma negli ultimi anni il processo ha subito una brusca accelerazione. Anche il Moosfluh muta di conseguenza in maniera dinamica: il ghiaccio ai piedi del pendio ha un effetto stabilizzante. Il ritiro del ghiacciaio ha fatto venir meno la forza consolidante esercitata dalla pressione; così dagli anni Novanta alcune parti del pendio hanno iniziato a scivolare. Nel 2016 questo movimento ha raggiunto un picco e proprio sopra il ghiacciaio ci sono stati spostamenti di terreno fino a 30 metri.

Il ghiaccio del ghiacciaio si ritira e la montagna si spacca. I crepacci, le crepe e le fessure nelle rocce si riconoscono bene. Nell’autunno del 2016, il pendio si è mosso anche di 1,5 metri al giorno. 

Cosa succede quando il ghiacciaio si ritira?

Il ghiacciaio dell’Aletsch esercita una fortissima pressione sulle pareti rocciose poste ai suoi lati. Quando il ghiaccio si assottiglia rapidamente, all’improvviso viene meno questa pressione e la montagna inizia a sgretolarsi, a sfaldarsi e a scivolare giù. Qui puoi vedere una sezione semplificata nel paesaggio. Prova a trascinare il ghiaccio del ghiacciaio verso il basso! Cosa succede alle rocce ai lati del ghiacciaio? Di quanti metri si sono mosse parti del pendio nel 2016?

I giganti di ghiaccio si rimpiccioliscono sempre di più

 

La velocità con cui si sta sciogliendo il ghiacciaio dell’Aletsch varia, ma la tendenza al ritiro è chiaramente riconoscibile: tra il 1870 e il 2021 ha perso 3459 metri in lunghezza, accorciandosi di 115 metri all’anno. Contemporaneamente, lo spessore del ghiaccio sotto il Moosfluh si è ridotto di quasi 400 metri. Se il riscaldamento globale si mantiene sotto i 2 °C c’è il rischio di perdere il 50% della superficie ghiacciata, ma con un andamento ancora più drastico nel 2100 rimarrà solo un decimo dell’odierna massa di ghiaccio. Vale a dire un paio di piccoli campi di ghiaccio.

Il pendio di Moosfluh (immagine frontale) ha iniziato a scivolare in maniera sensibile a causa della repentina diminuzione del ghiacciaio. Nel periodo di massimo splendore il ghiaccio arrivava fino al limitare delle piante.

Quando dovrà traslocare Gletschi?

Il ghiacciaio dell’Aletsch si sta sciogliendo. Prima la sua lingua di ghiaccio era molto più lunga, ma i cambiamenti climatici ne riducono sempre più sia l’estensione sia lo spessore. Le immagini mostrano il cambiamento: con e senza misure di tutela del clima. Prova a ruotarle e mettile a confronto! Quando si scioglierà la casa di Gletschi? Se il suo letto si incastra, significa che hai trovato l’anno giusto...

Quando le rocce migrano

 

Il ritiro del ghiacciaio provoca il movimento di quantità pericolose di rocce. La roccia perde infatti stabilità, massi di pietra si spezzano, nel suolo si aprono crepacci, parti di foresta vengono distrutte e riaffiorano aree con detriti: l’intera area sprofonda. Lo scivolamento del Moosfluh interessa una superficie di 2 km2, l’equivalente di circa 250 campi di calcio. Le masse rocciose interessate dal fenomeno sono composte da gneis e da granito e occupano un volume di circa 150 milioni di m3, l'equivalente di 190’000 abitazioni unifamiliari.

Nel 2016 i movimenti del pendio sotto il Moosfluh sono stati talmente forti che si sono formati crepe e crepacci persino lungo il crinale. È stato necessario chiudere i sentieri per le escursioni. Al momento il terreno continua a scivolare di qualche centimetro all’anno ma non ci sono più pericoli.

Quanti Gletschi incontrerai?

Gletschi si è smarrito tra i crepacci e le crepe sul Moosfluh. Riesci a trovare la strada per uscire dal labirinto? Attenzione: naturalmente puoi muoverti solo sul prato, i crepacci sono pericolosi e non li puoi attraversare... Inizia con il tuo dito in alto a sinistra e cerca di arrivare al traguardo spingendo in avanti e indietro le tessere che compongono il paesaggio del Moosfluh. Puoi fare più mosse lungo il percorso. Quante volte passi accanto a Gletschi?

Un impianto di risalita in un territorio «movimentato»

 

A causa del ritiro del ghiacciaio, l’area del Moosfluh si sposta sempre più in direzione nord-ovest. Si è reso quindi necessario un intervento tecnico magistrale per adattare l'impianto appena costruito nel 2015 a queste condizioni difficili: la stazione a monte è adagiata in una vasca di calcestruzzo che «galleggia» insieme al terreno sottostante. Se la posizione cambia, la stazione viene spostata all’interno della vasca con mezzi idraulici. Questo impianto ibrido è quindi in grado di compensare spostamenti nel terreno fino a 11 metri in orizzontale e fino a 9 metri in verticale.

La stazione a monte e il pilone più alto della seggio-cabinovia del Moosfluh sono posizionati in una vasca di calcestruzzo mobile. Gli altri piloni della sezione superiore possono essere spostati lateralmente. In questo modo si mantengono sempre in linea le funi.

Quanto è alto Gletschi?

Scopri due carte del gioco Memory! Se le immagini sono uguali, puoi andare avanti. Se sono diverse, gira di nuovo le carte e passa la mano al giocatore successivo. Vince chi ha più coppie. Su una delle immagini puoi vedere delle vere pulci del ghiacciaio, ma la foto è molto ingrandita. Sai quanto sono grandi realmente?

Le misurazioni come garanzia di sicurezza

 

Il territorio del Moosfluh è un osservato speciale, monitorato costantemente. Radar satellitari e videocamere ad alta risoluzione installate sul versante opposto registrano anche i più piccoli spostamenti e cedimenti con precisione millimetrica. Anche i punti di misurazione GPS fissi mostrano i movimenti e persino la posizione delle funi viene monitorata in automatico su tutti i piloni. Così si garantisce la sicurezza a monte e a valle.

1. Monitoraggio GPS: i punti di misurazione fissi trasmettono la loro posizione esatta ogni quattro ore.

2. Telecamere per le deformazioni: calcolo ottico delle variazioni attraverso immagini ad alta risoluzione.

3. Radar satellitari: la registrazione del 2016 rileva al centro (violetto) una velocità di movimento di oltre 100 cm all’anno.

Punti di osservazione: differenze

Scoprire le differenze è la tua specialità? Prova a confrontare le due immagini! Tra l’immagine di destra e quella di sinistra ci sono sei differenze. Se vuoi conoscere la soluzione, solleva l’immagine di destra!

Il Moosfluh è monitorato da una videocamera che scatta regolarmente delle fotografie. Confrontando tra di loro le immagini si può stabilire dove le rocce franano o dove si formano crepacci.

Punti di osservazione: profondità

Studia insieme a Gletschi le fessure nelle rocce sul Moosfluh!

Osserva attraverso i tre spioncini lungo il sentiero e premi il pulsante sul lato. In ogni immagine si nasconde un numero. Sommandoli scoprirai la profondità delle fessure più profonde. Trovi la soluzione nell’ultimo spioncino!

Punti di osservazione: larghezza

La frattura nella roccia sotto la passerella muta. Riesci a capire di quanto si è allargata dall’inizio del 2023?